di Paolo Maroncelli
Il grande pioniere è solo da tempo, avvolto nella luce fredda e asettica del proprio mezzo. Circondato da tecnologia in grado di condurlo ovunque egli desideri mantenendolo costantemente immerso nel caldo liquido amniotico che tiene accesa in lui la luce della vita.
Respira a pieni polmoni la rassicurante miscela, torbida di sostanze nutrienti, idrocarburi e amminoacidi. E’ lontano da casa da tantissimo tempo, ormai, e quasi non ricorda neanche più cosa significhi possedere qualcosa di proprio a cui appartenere. Il veicolo è grande e spazioso, ma dopo anni di permanenza ogni paratìa è una prigione crudele. Ogni oblò è una barriera impenetrabile verso l’esterno. Ogni portello non è altro che un raccordo sul gelo del cosmo.
Il pianeta azzurro che fa capolino su tutti gli schermi è curioso… morbido nelle linee… tenue e ovattato nelle formazioni nuvolose… punteggiato da chiazze di colore che stimolano la sua curiosità in modo infantile. Tuttavia appare incredibilmente alieno. Chi lo abita? Chi ne godi i frutti? Qualcuno sarà stato in grado di ricavarsi uno spazio caldo e confortevole sulla sua superficie? In quell’ambiente ostile fatto di ossigeno e azoto, esisteranno esseri viventi… pensieri… emozioni… e sogni? Qualcuno con cui parlare?
Il pioniere è vecchio e stanco. Tra i controlli del suo mezzo ce n’è uno che spicca ormai da molto tempo sotto i suoi occhi. Basterebbe un solo tocco deciso.
Quella notte i cieli di una calda notte estiva sono segnati dal passaggio di una luminosa stella cadente, la cui luce intensa segna la fine di un incubo e l’inizio di un sogno.

Commenti (Scrivi il tuo)
Ancora nessun commento
Scrivi un commento