Incontro ravvicinato per una piccola spia che si crede al riparo quando le viene offerto uno sguardo deciso…
Povera spia che si sente allo scoperto…anche se indossa tutto ciò che ritiene necessario per essere a proprio agio in ogni nuova situazione da analizzare…
E se la scena da gustare è poi così diversa dalle altre ma così attraente, che non riesce più a essere mimetica…e se le venisse chiesto, e anche imposto, di buttarsi nella parte come tutti quanti lì stanno facendo così bene, e le venisse bene proprio perché è lei, perché non pensa quasi più a quello che sta facendo come qualcosa di esterno, ma come se tutte le parti del suo corpo rispondessero bene ad un unico comando voluto…allora la spia non sta più pensando di essere allo scoperto, ma che sta facendo bene ad esserlo.
Qualcuno le si avvicina e le chiede se è vero quello che si vede….e cioè che è lì proprio per spiarli per appropriarsi di qualcosa che loro stanno facendo: e la spia non può fare a meno di rispondergli che è l’unica cosa che può fare l’osservare ciò che a lei non riesce di pensare di fare…
E tutti se ne vanno via mestamente perché hanno poco tempo da perdere… hanno proprio da fare, mentre da una spia si può imparare assai poco di interessante che già non sappiano… anche se è una brava spia.
Povera… che vuole fare ma non sa cosa…
Ed ecco che le giunge all’orecchio, sempre teso, un rimprovero di una mamma verso il suo bimbo… ma guardati!!….
Il bimbetto piangeva disperato perché non si era accorto di avere ginocchia e scarpe coperte di un secco strato di fango…
Povera spia che di istinto tira fuori la sua polaroid e cerca di immortalarsi le gambe… e sa che fra poco avrebbe un po’ pianto.
Ma guardati
E spiati

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