Epilogo

Testa incatenata e occhi mesti solo il pensiero si muove ora e le dita…che risentono del filo diretto… quasi non si alzano per il loro peso fittizio… chissà se si chiedono cosa stanno facendo. Perché non vi bloccate ora… scioperate per qualche minuto… se no si va al sindacato e si fa protesta di corpo…
E ogni tanto una carezza…se no la pelle sussulta e lacrima, e minaccia guai.
Solo i piedi se ne stanno ora incassati fra la caviglia e la punta di gomma blu delle infradito… il tempo lo lasciano scandire dalle fitte e malinconiche pulsazioni delle vene… questo è ora il loro mondo… povere mani… perché non reclamano…
Sono le circuitazioni che sovrastano ed esistono ma che non percepiscono il loro muoversi e agitarsi…non sono come la pelle le vene il collo il cuore lo stomaco la bocca i piedi la gola le mani il naso gli occhi la schiena…non sentono dolore e calore…ma il filo diretto è connesso e per sopravvivere scaricano colpe… povero corpo… è il bellissimo specchio di una mancata pazzia.. ora
va in ferie.. ma passa sotto l’accetta poco prima.

E’ ora…

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