Con me e come me…

Lascio andare la mano e la sensazione di essere come il vento mi assale e lascio andare anche il viso… lascio che sia sferzato dall’energia degli elementi lì presenti… come me e con me.
Come quando mi cominciò ad essere chiaro che, lievemente, la natura mi stava raccontando di sé… lassù alle prese con l’alta quota e coi pensieri del perché mai fossi capitata proprio là. Sospesa tra il mio passato e il tutto…

Esco di casa e certo non penso all’aria che mi prende i capelli e la pelle, all’acqua che di certo sta spiandomi da sotto il terreno e a tutte le cose e azioni che stanno contemporaneamente accadendo sotto i miei occhi ciechi.
Si può certo vivere anche senza il pensiero di appartenere ad un tutt’uno naturale ma se non te ne accorgi è come se ti fossi privato di una parte della tua storia.
E così è come quando incontri qualcuno che comincia a essere parte di te e parte della tua storia… ed è così naturale che lui sia lì ad accorgersi del tuo mondo, che ti pare quasi di comprendere il mistero dell’unione di ogni individuo con la pasta originale… la grande plastilina originale… e vi vorreste fondere per essere una forma nuova, unica ma tale perché nulla può più essere uguale a come era e a come percepiva il movimento e il pensiero…
Non dico che il legame sia naturalmente eterno… ci sono fattori culturali che lo plasmano a loro volta, e ciò è chiaro. Ma parlo del fatto che le nature delle persone si cercano e non possono fare altro che unirsi proprio nel momento in cui si comprendono… perché parlano la stessa lingua.
Così la natura… se le porgi la giusta attenzione si riappropria di te… come è giusto che sia… finché c’è qualcuno che spia se se no non so dove il dilemma stia!

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