Cercavo di mettere un po’ d’ordine nel mio studio e mi sono imbattuto in una pila di quaderni e quadernetti che giacevano dimenticati in un angolo remoto degli scaffali più bassi. Roba che non prendevo in mano da anni e che quindi mi sono divertito a sfogliare. Ho sorriso osservando la meticolosità con cui disegnavo mappe e prendevo appunti per i giochi di ruolo al computer che mi appassionavano… beh… neanche tanto tempo fa, tutto sommato. Mappe, tabelle, percorsi, riassunti delle trame, tutto schematizzato con precisione e tanta, tanta pazienza. Non sono sicuro se questa certosinità fosse dovuta alla grande disponibilità di tempo libero che avevo all’epoca, oppure ad una diversa predisposizione mentale che purtroppo credo di aver perso compleanno dopo compleanno.
Ho anche avuto modo di soffermarmi su appunti di natura diversa, relativi ai progetti personali che nel corso degli anni hanno affollato la mia mente e occupato i miei spazi creativi: schemi di software, trame di racconti/libri/videogiochi, stralci di riviste che riportavano argomenti interessanti da sviluppare, numeri, sigle, scritte, codici e tanto altro che oggi risulta difficile da mettere a fuoco. Tantissimo materiale rimasto lì, mai concretizzato. Alcune cose erano state effettivamente iniziate con discreto impegno, altre avevano visto la luce ed erano morte nell’arco di pochi giorni, altre ancora erano rimaste scritte su un foglio bianco; solo poche di quelle idee hanno raggiunto lo stadio finale di realizzazione.
Mi è venuto in mente un passaggio del testo di una famosa canzone che recita: “Gli anni si fanno sempre più brevi e non si trova mai il tempo. Progetti che si dissolvono nel nulla o dei quali non rimane altro che mezza pagina di scarabocchi”.
E’ la triste constatazione di quanto le nostre energie rischino di essere indirizzate verso percorsi inconcludenti. Quanto spreco e quante disillusioni in buona parte di quello che facciamo.
Dovremmo essere più selettivi, concentrandoci solo su ciò che possiamo portare a termine (ma come saperlo?), o vale sempre la pena porsi obiettivi e mettere alla prova le proprie capacità di realizzarli?