Archivio della categoria 'Pensieri'

Danno cerebrale

Giovedì, 25 Gennaio 2007, 12:00

Memorie di una reclusa

Brain DamageOggi primo giorno di libertà! Che sensazione fantastica, mi sento leggera, senza catene. Mi riempio i polmoni di aria gelata… e com’è bello sentire che fanno male, con quei brividini al naso che quasi quasi sono uno starnuto.
La mente prende direzioni strane… diverse… cose nuove che prima non pensavo adesso affollano la mia immaginazione. E mi sento anche spaesata perché troppe novità finiscono per lasciarmi indecisa, ma euforicamente inebetita e avvolta dall’adrenalina, come drogata.
Galleggio sopra il pavimento… allargo le braccia… tutto il mondo ora è per me, senza che nessuno si senta più in diritto di dare giudizi.
Ci sono solo io… egoisticamente me stessa… in una corsa sfrenata verso luoghi sconosciuti.

Oh no… no… peccato… son qui per me adesso!
Di già?

liberamente ispirato al brano musicale Brain Damage

Il lampo

Martedì, 23 Gennaio 2007, 11:06

SoleIl nostro sole si spegnerà tra pochissimo tempo.
Considerando l’arco di vita della galassia, il tempo di cui stiamo parlando è davvero irrisorio. Minuscolo. Una frazione di secondo nella storia infinita dell’universo.
Assieme alla nostra amata stella, modesta e tutt’altro che speciale se raffrontata a tanti altri corpi stellari del cosmo, l’umanità cesserà la propria esistenza.
L’uomo avrà rappresentato un lampo istantaneo. Fugace nella sua breve apparizione. Incapace di porre alcun segno indelebile nell’evolversi delle cose celesti.
In quest’ottica viene naturale sentirsi piccoli e insignificanti… e penso a quanto sia vuota la retorica dell’uomo al centro del destino, padrone del mondo e pronto ad innalzarsi nobilmente verso chissà quali mete spirituali.
Un flash… e sarà tutto finito.

Luna che vediamo

Lunedì, 22 Gennaio 2007, 10:25

MoonDue sere fa mi fermavo ad osservare la Luna. La vedevo a malapena, offuscata da una foschia densa che dalle mie parti è abbastanza usuale, specialmente dopo giornate calde come queste, stranissime, di gennaio.
Mi trovavo in periferia, in una zona piuttosto isolata e dominata da campi aperti, dove la temperatura è sempre un po’ più bassa e la nebbia un po’ più densa. Quando il cielo è sereno la relativa lontananza dalle luci della città permette di apprezzare una volta celeste più fitta e gremita di stelle. In questi giorni però il paesaggio è crepuscolare. La nebbia avvolge lo stradello sterrato e pare proprio di trovarsi in mezzo al nulla.
Dicevamo la Luna.
La Luna è qualcosa che mi affascina e che coinvolge la mia immaginazione in modo esasperato. Appare sempre in modo diverso senza cambiare mai. Coglie gli umori della Terra, li fa propri e muta di conseguenza assumendo forme, colori e dimensioni diverse. Della Terra… o forse delle persone che la osservano.
C’è qualcosa di innaturale in questa grossa roccia che sfreccia nello spazio a breve distanza da noi, e non è una melense forzatura poetica ma un dato di fatto. Almeno, siamo noi a vederla in quest’ottica. E’ l’uomo a renderla così preziosa, dunque non ha più reale importanza il fatto che si tratti di caratteristiche oggettive o meno.
Pensiamoci bene. Questo potrebbe valere per tante altre cose, nella nostra vita.

Ora di tornare

Venerdì, 19 Gennaio 2007, 9:15

C’è una persona con la quale non riesco a parlare. La guardo, la osservo, scruto i suoi occhi… fisso le sue labbra e mi aspetto che un fiume di parole stia per uscire da un momento all’altro. Invece il silenzio, se possibile, si fa ancora più pesante.
La prendo per mano e la conduco in lunghe passeggiate alla periferia della città, dove il traffico è meno caotico e c’è più spazio per la conversazione e le confidenze. I viali alberati sono lunghi e spaziosi, costeggiati da una distesa di edifici anonimi e privi di personalità. Piccoli uffici, depositi, un paio di tabaccherie e qualche bar. L’unica farmacia ora è chiusa.
I nostri passi costituiscono un ritmo costante. Scandiscono con regolarità lo scorrere del tempo. Ci scambiamo occhiate fulminee e a volte troviamo quei brevi e rapidi istanti in cui sembra esistere un’intesa profonda, ma il viaggio rimane immerso nel silenzio dei nostri pensieri.
A casa ci aspettano, è ora di tornare.

Possibilità

Martedì, 16 Gennaio 2007, 12:09

Una mia cara amica scrive che le energie vengono riservate alle lì presenti possibilità (vedi Manuale Della Brava Spia).
Il fatto è che una possibilità… come si può definirla presente se ad essa non viene dedicata energia? Perseguire uno scopo e un obiettivo è sufficiente a dar vita ad una “possibilità”?
Di fatto mi sto interrogando sul momento in cui si deve interrompere la ricerca, fermarsi e godere di ciò che si ha, perché è sempre alto e nobile affermare che non ci si deve mai accontentare e che la ricerca di un obiettivo è il propulsore della vita. Ma non esiste forse il rischio che la ricerca sia fine a sé stessa?
Le energie spese per raggiungere il nostro Sacro Graal forse potrebbero essere ugualmente spese e dedicate alla conservazione e al mantenimento di ciò che si ha, che spesso ha molte sfaccettature e si presta a continui mutamenti ed evoluzioni, da esplorare a loro volta.
Le possibilità sono infinite. A mio parere, quello che risulta difficile è capire quali siano quelle che, una volta raggiunte, ci renderanno davvero felici.