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Archivio di Febbraio 2007

Lurking days

Venerdì, 23 Febbraio 2007, 17:39

E’ un periodo un po’ impegnato. Saluto con tanto affetto chi mi segue regolarmente (siano essi blogger o no) e chiedo scusa se in questi giorni non sono molto presente con aggiornamenti costanti e commenti sui rispettivi spazi web. Sappiate che, comunque, io ci sono. Ciao!

Nota: a chi volesse leggere Notturnia nella sua interezza ricordo la presenza dell’indice generale.

Notturnia / 10

Lunedì, 19 Febbraio 2007, 9:51

Continua da Luglio7 e conclude (progetto blog.fiction)

You raise the blade, you make the change
You re-arrange me ’till I’m sane
You lock the door
And throw away the key
There’s someone in my head but it’s not me
(Brain Damage - Pink Floyd)

Non c’era una morale da cogliere in tutta questa storia assurda. Mi ero sbattuto di peso sul sedile della macchina e chiudevo gli occhi, le palpebre schiacciate dal peso di una sequenza di eventi improbabili. La testa girava veloce… la nausea saliva dallo stomaco assieme a rigurgiti di birra che cercavo di reprimere. Erano troppi i discorsi che avevo lasciato in sospeso dentro a quel bar, ma in questo momento non avevo la forza morale di approfondire nulla.
Ciò che però sapevo essere grave… e inquietante… era il fatto che non credevo a quello che stava accadendo, neanche a una parola. Qualcuno stava erigendo un castello di menzogne attorno a me, bugie crudeli intrecciate in un disegno che l’alcol mi impediva di cogliere.
Erano coinvolti tutti… tutti quanti. Il babe innanzitutto, grandissimo figlio di puttana, me l’avrebbe pagata… quel gran paraculo del barista… il tizio del bar che sosteneva di essere mio fratello… ma che enorme marea di cazzate. Ma davvero credevano che mi sarei bevuto tutta questa merda?

Girai la chiave con forza e il motore prese a rombarmi nelle orecchie. Il suo ritmo mi penetrava il corpo e faceva ribollire tutta la rabbia che cercavo di contenere senza riuscirci.

Basta con tutto. Ora avevano veramente passato il segno.

Una ragazza ubriaca osservò le luci posteriori della mia macchina sfrecciare in direzione del quartiere vecchio, dove la vita della città è cruda e spietata.

Fu l’ultima persona a vedermi.

Fine

Qualunque colore tu voglia

Giovedì, 15 Febbraio 2007, 21:38

PsicoSi aprono gli occhi, la mattina, in un mondo sempre diverso. E’ la nostra pigrizia mentale a costringerci nel lento trascinare dei passi su strade di gesso… dipinte troppo tempo prima e segnate dal declino della staticità. I muri sono quelli che erigiamo attorno alla nostra fantasia. Sono le fosse nelle quali seppelliamo la nostra vera essenza vitale, feroce e arrabbiata prima di tutto con noi stessi. Ci odiamo perché ci umiliamo in continuazione.
La realtà esiste per come viene percepita. Per quale motivo non potrebbe avere il colore che vogliamo?

PizzaBirraMazinga

Mercoledì, 14 Febbraio 2007, 1:40

Anche questa può essere una serata di San Valentino:

San Valentino

Autostima

Domenica, 11 Febbraio 2007, 13:27

owen.jpgQualcuno ha mai visitato www.myheritage.com, il sito internet che rivela a quale personaggio famoso somigliate? Io e qualche conoscente l’avevamo fatto diversi mesi fa con risultati decisamente deliranti. Scoprii, ad esempio, che uno dei miei migliori amici (di sesso maschile) era un sosia perfetto di Angelina Jolie, otre che di Bruce Willis (tutto vero, non è un trucco per infilare la Jolie tra i tag del post ;-) ). Buffo, non mi ero mai accorto che Willis e la Jolie si somigliassero tanto, ma comunque da quel momento in poi non l’abbiamo più guardato con gli stessi occhi.
Ultimamente ho fatto diversi cambiamenti alla mia persona e quindi ho pensato di rifare il test. Con mia somma gioia ho scoperto di somigliare a Michael Owen, il baldo giovine di bell’aspetto che vedete qui a fianco.
Tutto molto bello, per carità… fa piacere saperlo. Peccato che, come ognuno di voi potrà immaginare, la realtà sia distante anni luce.
Come dite? Volete vedere una mia foto per avere un raffronto reale? Ma no, non l’avrete mai. Lasciatemi cullare nell’illusione… ;-)

Tesoro sepolto

Venerdì, 9 Febbraio 2007, 12:40

Cielo grigioIl giorno in cui me lo dissero il sole pareva affogato nel grigiore di un cielo immobile, freddo, praticamente morto. Era tutto congelato in un attimo di banale quotidianità, eppure tutto aveva un sapore indescrivibilmente diverso, a partire dalle automobili parcheggiate confusamente lungo il marciapiede fino ad arrivare al mendicante che importunava con insistenza ogni passante. Persone che zompettavano velocemente senza degnare di un solo sguardo nulla che non fosse la fermata dell’autobus, o il centro commerciale o un punto indistinto lungo il proprio cammino. Freddi anche loro come l’aria gelata.
Ma quella mattina no. Scrutavo con avidità ogni sguardo, lo penetravo a fondo e coglievo tutti i movimenti impercettibili che indicavano ansia, paura, gioia, eccitazione… anche i movimenti del barbone erano sempre diversi… e il colore del cielo era tutt’altro che uniforme. Non freddo. Non morto. Semplicemente sé stesso, come non sarebbe stato in altre parti della città.
Nel tardo pomeriggio mi dissero ciò che non avrei immaginato: c’era un’alternativa. Avrei anche potuto continuare a vivere, se avessi voluto.
Il mio sguardo assente si posò su un ramo del grande albero conficcato al centro del giardino che ero solito percorrere ogni mattina. Buffo… non avevo mai notato quanto fosse nodoso, e come somigliasse al dito rinsecchito di un vecchio.
Al mio interlocutore opposi un’espressione serena e rilassata, godendo della giovanile ingenuità che leggevo nei suoi occhi scuri.
- No, ragazzo. Io mi fermo qui - gli dissi sorridendo.

Nostalgia, icone e miti inarrivabili

Giovedì, 8 Febbraio 2007, 10:44

Leggevo il post quotidiano su FulviaLeopardi.it. Si parlava di nostalgia Take That, reunion importanti, generazioni di teenager e passioni adolescenziali.
Parlando di reunion, il mio immaginario di 34enne appassionato riesce solo a partorire un singolo evento storico che spazza via pop, mediocrità, operazioni commerciali e desolazione musicale.
Quelle immagini del Live 8 sono vive nei miei occhi.
“Breathe, breathe in the air…” riecheggia ancora nella mia mente. Chi mi era vicino quella sera sa che ero sull’orlo della commozione. E una splendida maglietta indossata da una bella figliola recitava: “Pink Floyd riuniti: i maiali possono volare”.
Eccoli qua sotto, i miei miti di sempre. Quattro tra i migliori musicisti della storia. E non ho altro da aggiungere, perché qualunque cosa dicessi sarebbe riduttiva.

Live 8 02

Live 8 03

Live 8 01

Pubblicità progresso

Mercoledì, 7 Febbraio 2007, 10:04

Nel caso in cui qualcuno di voi abiti in Emilia Romagna, approfitto di questo spazio per una veloce quanto spudorata pubblicità al nuovo servizio web che Arpa Emilia Romagna mette a disposizione del pubblico. Si tratta di un mini-sito che riporta la mappatura completa di tutti gli impianti emettitori di campi elettromagnetici (principalmente le antenne dei cellulari, ma anche antenne radio e impianti radar) e relative misurazioni effettuate regolarmente dall’agenzia durante gli anni, per controllare che tutto si mantenga sempre a norma di legge.
Ci sono moltissimi timori ingiustificati riguardo le emissioni di campi elettromagnetici e credo che questa iniziativa di trasparenza sia un segnale concreto del fatto che la pubblica amministrazione spesso funziona bene e fornisce al cittadino servizi di estrema utilità.
Ah… c’è anche il fatto che al servizio in questione ho lavorato io… ma questo è marginale ;-)

Webcem di Arpa Emilia Romagna

Webcem

Imboccando strade senza uscita

Martedì, 6 Febbraio 2007, 1:15

StoryboardCercavo di mettere un po’ d’ordine nel mio studio e mi sono imbattuto in una pila di quaderni e quadernetti che giacevano dimenticati in un angolo remoto degli scaffali più bassi. Roba che non prendevo in mano da anni e che quindi mi sono divertito a sfogliare. Ho sorriso osservando la meticolosità con cui disegnavo mappe e prendevo appunti per i giochi di ruolo al computer che mi appassionavano… beh… neanche tanto tempo fa, tutto sommato. Mappe, tabelle, percorsi, riassunti delle trame, tutto schematizzato con precisione e tanta, tanta pazienza. Non sono sicuro se questa certosinità fosse dovuta alla grande disponibilità di tempo libero che avevo all’epoca, oppure ad una diversa predisposizione mentale che purtroppo credo di aver perso compleanno dopo compleanno.
Ho anche avuto modo di soffermarmi su appunti di natura diversa, relativi ai progetti personali che nel corso degli anni hanno affollato la mia mente e occupato i miei spazi creativi: schemi di software, trame di racconti/libri/videogiochi, stralci di riviste che riportavano argomenti interessanti da sviluppare, numeri, sigle, scritte, codici e tanto altro che oggi risulta difficile da mettere a fuoco. Tantissimo materiale rimasto lì, mai concretizzato. Alcune cose erano state effettivamente iniziate con discreto impegno, altre avevano visto la luce ed erano morte nell’arco di pochi giorni, altre ancora erano rimaste scritte su un foglio bianco; solo poche di quelle idee hanno raggiunto lo stadio finale di realizzazione.
Mi è venuto in mente un passaggio del testo di una famosa canzone che recita: “Gli anni si fanno sempre più brevi e non si trova mai il tempo. Progetti che si dissolvono nel nulla o dei quali non rimane altro che mezza pagina di scarabocchi”.
E’ la triste constatazione di quanto le nostre energie rischino di essere indirizzate verso percorsi inconcludenti. Quanto spreco e quante disillusioni in buona parte di quello che facciamo.
Dovremmo essere più selettivi, concentrandoci solo su ciò che possiamo portare a termine (ma come saperlo?), o vale sempre la pena porsi obiettivi e mettere alla prova le proprie capacità di realizzarli?

Un faro nella nebbia

Lunedì, 5 Febbraio 2007, 18:08

“I morti sono parte del sistema…” diceva ieri Antonio Matarrese, presidente della Lega Calcio. Non credo sia il caso di aggiungere altro.