Il lampo
Martedì, 23 Gennaio 2007, 11:06
Il nostro sole si spegnerà tra pochissimo tempo.
Considerando l’arco di vita della galassia, il tempo di cui stiamo parlando è davvero irrisorio. Minuscolo. Una frazione di secondo nella storia infinita dell’universo.
Assieme alla nostra amata stella, modesta e tutt’altro che speciale se raffrontata a tanti altri corpi stellari del cosmo, l’umanità cesserà la propria esistenza.
L’uomo avrà rappresentato un lampo istantaneo. Fugace nella sua breve apparizione. Incapace di porre alcun segno indelebile nell’evolversi delle cose celesti.
In quest’ottica viene naturale sentirsi piccoli e insignificanti… e penso a quanto sia vuota la retorica dell’uomo al centro del destino, padrone del mondo e pronto ad innalzarsi nobilmente verso chissà quali mete spirituali.
Un flash… e sarà tutto finito.




14 commenti (Scrivi il tuo)
E’ vero… ed è triste.
Ma il mancato rispetto che ha la razza umana per il suo mondo ha la sua naturale fine in esso. Forse è giusto così no?
Forse è giusto, sì. Io comunque vedo la questione ambientale in modo piuttosto fatalista: l’uomo ha iniziato ad alterare l’ambiente nel momento in cui ha preso a coltivare la terra. Da quel momento in poi è stata un’escalation perversa. Si può fare diversamente? La comoda vita nella quale ci culliamo è possibile senza provocare ferite profonde al pianeta?
Però, mi piace pensare che in questo breve lasso di tempo, l’uomo sappia trovare un modo per serbare almeno un piccoo ricordo di noi…..troppo star trek in testa?
Martina
@Martina: Fatalismo… ambientalismo… Star Trek… però, si spazia!
Chiedo scusa ai non appassionati, ma se mi stuzzichi con Star Trek io rispondo ricordando l’episodio The Inner Light (italiano: Una Vita Da Ricordare), in cui una civiltà scomparsa lascia dietro di sé una memoria sotto forma di un’intera vita virtuale tra la sua gente. Non un’immagine o un volto da ricordare, ma un’intera vita. Molto bella.
O.T. scusa, non volevo stuzzicare, anche io sono appassionata, mi sto riguardando Vojager su Jimmi per la terza volta…dal primo all’ultimo….curiosità personale, ho letto velocemente il tuo profilo, sei della fine del 72 come me, io 22 dicembre, tu?
Comunque, piacere di conoscerti, bel sito il tuo, tornerò presto!
Martina
@Martina: Sempre lieto di conoscere altri appassionati di Star Trek. Sono nato il 27 dicembre, a poca distanza da te in effetti. Grazie per essere passata, anche il tuo spazio è molto bello e lo frequenterò con piacere! Qui sei sempre benvenuta.
Come puoi notare, ho inserito un link al tuo blog
Grazie per il link, contraccambio subito anche io!
Ahi ahi….un altro capricorno…..ciao!
Martina
Io mi chiedo se si spegnerà prima il Sole o se distruggeremo prima noi la Terra…
@HB3: Probabile che il sole si trovi a distruggere una Terra già morta… sì
Il sole cesserà di esistere tra alcune migliaia di anni. In altre parole collasserà su se stesso e diventerà un buco nero. Secondo me tra alcuni secoli l’uomo serà in grado di viaggiare e quindi abitare su altri pianeti. Forse non sarà come noi, magari sarà un essere in parte cibernetico. Non possiamo prevedere del tutto cosa potrà riservarci il futuro della nostra razza.
@lucenellarete: Giusta osservazione. Vogliamo essere così fiduciosi nelle capacità dell’uomo? Vogliamolo…
>”Un flash… e sarà tutto finito.”
Non so se la vita, per come la definiamo, sia una costante di questo universo.
Probabilmente.
Anzi, verosimilmente si.
Di una cosa sono però sicuro: ogni volta che si parla di forme di vita complesse bisogna tenere conto del concetto di estinzione.
Questo fenomeno, è cosa provata, esiste e avviene per molte cause: un meteorite, una glaciazione, una caccia insensata, una guerra nucleare…
E’ vero, cambiano i tempi dell’evento, talvolta ci si estingue in un lampo; in altri casi è una lenta agonia.
Per non essere del tutto pessimisti va anche detto che “in natura” nulla accade al cento per cento (anche le epidemie più virali e mortali non uccidono tutta una popolazione) e può succedere che i meccanismi dell’evoluzione salvino (concedetemi il termine) una parte dell’eredità genetica di una razza.
Ma ha senso questo stesso discorso anche applicato alla sopravvivenza sia fisica che culturale della razza umana?
Domanda per me da sempre inquietante, alla quale non ho, nenache lontanamente, una risposta.
C’e’ pero’ una cosa della quale ho una netta percezione: siamo (di nuovo) sull’orlo di una bella batosta.
Poco importa se sarà poi un uragano perenne scatenato dal riscaldamento globale, o una guerra mondiale per il petrolio (o anche solo l’acqua potabile), o un virus pandemico rilasciato come atto finale terroristico nella guerra dei poveri contro i ricchi…
No: non penso ci sia davvero da preoccuparsi della fine parossistica del nostro sole da qui a cinque milioni di anni.
Semmai saremo ancora li ad osservare l’evento -oh, io me lo auguro - avremo certamente raggiunto un livello di maturità e di conoscenza tale da aver già esplorato e colonizzato buona parte della galassia come nel sogno bellissimo di Star Trek.
Basta così, mi sono intromesso fin troppo nella discussione e non era mia intenzione annoiare, inquietare o offendere le persone suscettibili.
Pertanto mi sembra il caso di concludere questo intervento con un saluto che - dato il contesto - vuole essere solo di buon auspicio: lunga vita e prosperità e, mi raccomando, niente panico
Kalt
http://www.webtrekitalia.it
@Kalt: Grazie mille per il tuo intervento! Cosa l’uomo farà di sé e del suo pianeta nei prossimi secoli, questo nessuno può dirlo. C’è di che essere pessimisti, sì, secondo me sì, perché i segnali non sono incoraggianti. La situazione ambientale va peggiorando e altrettanto sta facendo quella “culturale”.
Da parte mia e da grande fan di star trek sono molto combattuto tra la bella utopia roddenberriana, che descrive la capacità della natura umana di superare ogni difficoltà e di innalzarsi sopra gli ostacoli, e un certo cinismo disincantato più ancorato alla situazione reale.
Comunque sognare è bello, dunque facciamolo.
Che angoscia!!! O.O
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