Possibilità
Martedì, 16 Gennaio 2007, 12:09Una mia cara amica scrive che le energie vengono riservate alle lì presenti possibilità (vedi Manuale Della Brava Spia).
Il fatto è che una possibilità… come si può definirla presente se ad essa non viene dedicata energia? Perseguire uno scopo e un obiettivo è sufficiente a dar vita ad una “possibilità”?
Di fatto mi sto interrogando sul momento in cui si deve interrompere la ricerca, fermarsi e godere di ciò che si ha, perché è sempre alto e nobile affermare che non ci si deve mai accontentare e che la ricerca di un obiettivo è il propulsore della vita. Ma non esiste forse il rischio che la ricerca sia fine a sé stessa?
Le energie spese per raggiungere il nostro Sacro Graal forse potrebbero essere ugualmente spese e dedicate alla conservazione e al mantenimento di ciò che si ha, che spesso ha molte sfaccettature e si presta a continui mutamenti ed evoluzioni, da esplorare a loro volta.
Le possibilità sono infinite. A mio parere, quello che risulta difficile è capire quali siano quelle che, una volta raggiunte, ci renderanno davvero felici.




10 commenti (Scrivi il tuo)
Riporto uno scritto di W.Goethe…un bel pensiero crucco…..
Fino a che uno non si impegna, c’è esitazione, possibilità di tornare indietro; sempre inefficacia.
Riguardo ogni atto di iniziativa (e creazione) c’è una verità elementare, la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani: nel momento in cui uno si impegna veramente a fondo, anche la provvidenza si muove.
infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti mai sarebbero accadute.
una corrente di eventi ha inizio dalla decisione, facendo sorgere in suo favore ogni tipo di imprevisti, di incontri e di assistenza materiale, che nessun uomo avrebbe sognato potessero avvenire in questo modo.
Bello questo passaggio, non lo conoscevo. Dunque il concetto fondamentale mi par di capire che sia questo: “se stai fermo non succede niente. Le cose iniziano ad accadere nel momento in cui ti muovi”.
Una grande verità non c’è che dire. Si può parafrasare in tanti modi: “se non fai niente, di sicuro non ti accadrà niente delle tante cose che potrebbero accaderti… delle tante possibilità che ti si potrebbero prospettare”.
Fa riflettere.
la possibilità è sempre in atto….
uno si fa un programma..e succede un imprevisto….che ti stravolge in qualche modo (più o meno pesantemente) la vita…
e..addio piani e progetti…
il difficile è rimanere se stessi ed esserlo in ogni situazione che ci capita…così tutto quello che accade attorno a noi è vissuto appieno..anche se (chissà) era la possibilità sbagliata….ma se ho scelto ho scelto così perchè ERO PROPRIO IO…poi si può anche cambiar rotta…
E’ quel “rimanere sempre sé stessi” che pone degli interrogativi. Francamente faccio fatica a capire esattamente cosa intendere.
…la costante per ognuno di noi…è l’esserci…
chi è come una freccia
chi è come una nuvola
chi un filo d’erba
chi come la terra….
un pò lo siamo dalla nascita e un pò no…
in base alla nostra natura e ai “doni” che portiamo si cerca di fare del proprio meglio…cercando di essere il più consapevoli possibili di come si è effettivamente…(limiti e possibilità..)anche accettandosi..
per cui credo che ci siano persone che più di altre abbiano bisogno di un obiettivo , di uno scopo per cui fare determinate scelte..altre trovano quotidianamente gli “stimoli” per agire…
Per quanto mi riguarda….se penso a mettere radici…mi si chiude lo stomaco..non credo di volerlo ancora….e credo di poter fare scelte che (ancora)non siano quelle di stabilità…(mi viene il soffietto bronchiale)…per cui continuerò probabilmente ancora per un pò a spostare le mie scelte…ancora sullo sperimentale..!a errare! come si dice….e credo che io debba tenere in considerazione questa mia “natura”…
Penso che sia assolutamente giusto ed opportuno spendere energie ed investire risorse per raggiungere e ricercare ciò che ci sta a cuore…dalle cose più semplici ai grandi progetti ambiziosi, perché una vita senza desideri, aspettative, prospettive e speranze sarebbe davvero avvilente, un lento susseguirsi di giorni uguali in grado di dilaniare l’anima e la vita intera.
Vero è che non possiamo neanche cercare e bramare al di fuori di noi ciò che non abbiamo già in qualche modo “dentro” di noi o ciò che non siamo ancora pronti ad ottenere…ad esempio non ci si può aspettare di trovare serenità al di fuori di noi se non siamo pronti o preparati ad essere sereni…
In questo e in altri casi la ricerca del Santo Graal rischia di diventare una ricerca vana e fine a sé stessa, sia che se ne sia coscienti oppure no…una ricerca affannosa ed affannata, senza senso.
Non abbiamo la possibilità di cambiare molte cose che la vita ci mette davanti, ma possiamo scegliere come affrontarle, come farci influenzare da esse e quanto lasciare che ci trasformino dentro.
Al riguardo del “rimanere sé stessi”, e in particolare sul saper comprendere sé stessi, vorrei condividere questo brano di Kahlil Gibran:
“E un uomo disse, parlaci della Conoscenza di Sé.
E lui rispose dicendo:
I vostri cuori conoscono in silenzio i segreti dei giorni e delle notti.
Ma il vostro orecchio brama il suono della conoscenza che il cuore ha.
Vorreste sapere con le parole quello che da sempre conoscete col pensiero.
Vorreste toccare con le dita il corpo nudo dei vostri sogni.
Ed è bene sia così:
La nascosta sorgente dell’anima dovrà pur sgorgare e scorrere mormorando verso il mare;
E il tesoro della vostra infinita profondità dovrà pur rivelarsi al vostro sguardo.
Ma non vi siano bilance a pesare quest’ignoto tesoro;
E non sondate le profondità della vostra conoscenza in voi con asta o scandaglio.
Poiché il vostro io è infinito e sconfinato mare.
Non dite: “Ho trovato la verità”; ma piuttosto: “Ho trovato una verità”.
Non dite: “Ho trovato il sentiero dell’anima”.
Dite invece: “Ho incontrato l’anima che avanzava sul mio sentiero”.
Perché l’anima cammina su ogni sentiero.
L’anima non cammina su di una linea, e nemmeno cresce come una canna.
L’anima si apre come il fior di loto dagli innumerevoli petali.”
@esse: grazie per aver condiviso con noi questi bellissimi pensieri. Mi piace in particolare il discorso sull’anima e sulla verità. Che sia tutto insondabile e impossibile da cogliere a livello cosciente e razionale
Credo sia nella nosta natura di esseri senzienti la costante tensione alla creazione di possibilità.
di fatto anche quando un obiettivo sembra raggiunto, raramente ci si ferma ad osservare il proprio successo, ma si guarda istintivamente lontano, a quello possibilmente successivo, anche se ancora non esiste, la mente già vaga per cercarlo, perchè purtroppo, è naturale per l’uomo notare l’assenza di qualcosa piuttosto che la presenza di qualcos’altro.
non so, mi viene in mente Ulisse, e la sua folle traversata dantesca al di là delle colonne d’ercole: nonostante l’esplicita condanna divina, lui comunque si è avventurato, perchè “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”.
se la possibilità è in potenza,infatti, la ricerca è la sua realizzazione cinetica.. se le mie reminiscenze di fisica sono esatte, forse riesco a rendere l’idea..
non so quando si smette di cercare, non credo si smetta mai, ma si può se non altro spendere qualche energia a guardare, osservare il mondo,tra un momento e l’altro, per non farci fagocitare dalle ansie di incompletezza e magari, ogni tanto, farci trasportare dal vento, come la piuma di Forrest Gump..
@mariarita: belle parole. Condivido molto il passaggio in cui sottolinei quanto sia facile notare l’assenza di qualcosa piuttosto che la presenza di qualcos’altro. Come dire: non ci si accontenta mai di quello che si ha, ma ci si crea in continuazione altri “oggetti dei desideri”… giusto?
certo che passo anche di qui!!! un saluto…
e.
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