Notturnia / 04

Martedì, 9 Gennaio 2007, 1:34

Continua da luglio7.it (progetto blog.fiction)

Gli occhi stavolta erano bene aperti. Vagavano lungo la strada, sui muri dei palazzi e attraverso le finestre delle case buie e sonnolente, come alla ricerca di un segnale che accompagnasse o giustificasse lo squillo debole che trafiggeva il silenzio della notte.
Mi accorgevo allora che il mio sorriso ebete e sornione si congelava lentamente sul volto. Lo stesso gelo, dal sapore vagamente irrazionale che prendeva a strisciarmi lungo la schiena e che si sarebbe certo placato se anche una sola luce si fosse levata nell’oscurità e la voce impastata di un marito premuroso avesse risposto alla chiamata della moglie disperata, bloccata con la macchina di ritorno da una cena aziendale.

Tutto molto semplice. Tutto prevedibile.

Invece il telefono continuava a squillare inascoltato, e la mia mente costruiva lo scenario di un piccolo appartamento vuoto, il cui occupante avrebbe assolutamente dovuto rispondere a quella telefonata in piena notte. Immaginavo il balzo al cuore nello svegliarsi di soprassalto e cercare a tentoni l’interruttore della luce, attanagliato da presagi di sciagura e ansia.
Ma no. Il protagonista della mia visione non si decideva a destarsi o peggio, non era in casa… e allora chi si sarebbe occupato del malato, dell’incidentato, della crisi di cuore… o del decesso?

L’ignoranza genera inquietudine, ma ad occhi chiusi può sembrare tutto uno scherzo. Forse è questo il motivo per cui non riuscivo a farlo… a chiudere gli occhi come avevo fatto pochi attimi fa assecondando i messaggi dementi dei miei amici.

Il telefono continua a squillare. Non è uno scherzo.
Rispondi. Cercano te.
Coraggio… rispondi.

Poi, improvvisa e netta come una staffilata, la mia visione andò in pezzi nel preciso istante in cui lo squillo cessò.
Era un po’ come reprimere uno starnuto. Un senso di incompletezza si impadroniva di tutto il mio essere e alimentava l’inquietudine.

Brutto scemo! E adesso? Quanto costerà questa chiamata persa?

Imprecavo mentalmente contro il proprietario del piccolo appartamento vuoto e mi dirigevo verso la macchina, avvolto nella fantasia che stava plasmando il resto della mia serata. Avrei dato un mese di stipendio per sapere chi era al telefono… chi cercava e cosa aveva da dire. E invece… tutto era rimasto in sospeso e io ero schiavo della mia fredda ignoranza… e di questa acre e acida inquietudine.

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10 commenti (Scrivi il tuo)

1
Luglio7 - 9 Gennaio 2007, 9:57

Questa volta ti toccherà aspettare però… :)

2
Paolo Maroncelli - 9 Gennaio 2007, 16:01

Nessun problema

3
Luglio7 - 10 Gennaio 2007, 20:52

Eh sono occupato purtroppo, se non faccio tardi scrivo stanotte quando torno :)

4
Paolo Maroncelli - 10 Gennaio 2007, 21:34

Tranquillo, non c’è nessuna fretta ;-)

5
S - 11 Gennaio 2007, 14:25

Ragazzi, non ve l’ho ancora detto ma…. vi leggo “avidamente” tutto d’un fiato!
Il progetto è affascinante e voi siete proprio due bravi narratori, complimenti! :)

6
Paolo Maroncelli - 11 Gennaio 2007, 14:37

@S: Grazie per i complimenti, da parte mia e di Luglio7 :-)

7
S - 11 Gennaio 2007, 14:47

Ma figurati, non c’è di che…
PS: Ho appena provveduto a ringraziare “personalmente” anche lui! ;-)

8
Paolo Maroncelli - 11 Gennaio 2007, 19:29

Notturnia/05 pubblicato su Luglio7

9
angela - 12 Gennaio 2007, 14:00

uelà!
parlavo ieri con un tipo che si lamentava della tecnologia che sembra effettivamente stia prendendo il posto di quella parte della cultura più umanistica del secolo scorso….
io gli ho detto che alla fine la vena creativa rimane insita in ciascuno di noi…e questa trova sempre il modo per riappropriarsi di un pò dei suoi spazi vitali!
per cui..direi che voi siete un esempio vivente di ciò!

Buona giornata a tutti!

10
Paolo Maroncelli - 12 Gennaio 2007, 15:21

Troppo buona, angelina! Le stesse considerazioni che hai scritto valgono anche per te e per il tuo lavoro pubblicato qui, al quale spero potranno aggiungersi anche altri contributi ;-)

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