Notturnia / 02
Lunedì, 8 Gennaio 2007, 18:12Continua da luglio7.it (progetto blog.fiction)
Mezza torta di fragole, avanzo del compleanno di Rosa.
Peccato che Rosa avesse festeggiato il compleanno quasi dieci giorni fa, ma non ero del tutto sicuro che questo spiegasse il colore giallastro della panna che ricopriva il pan di spagna. Non che questo interessasse gran che, nel momento in cui il mio sguardo si posava voglioso sulla Moretti gelata adagiata su un fianco. E qui la faccenda si faceva pesante perché la Moretti era una ed una sola. E allora pensavo tra me e me che Rosa dimostrava spesso un egoismo indecente, al limite della sopportazione, e che quando andava a comprare i suoi fottuti fiocchi di latte due birre in più poteva pur portarsele a casa. Ok, niente sesso per una settimana.
La mia zucca vuota era ancora intenta a vagare all’interno del frigorifero quando il cellulare frantumò il silenzio della notte con due brevi e secche vibrazioni. Un messaggio che aspettavo ma, santo cielo, mi rendevo conto solo ora del fatto che avessi sonno. Diamine, impossibile, sono in ferie, la notte è lunga, la Moretti è a temperatura polare, Babe e gli altri devastati sono in giro, e io ho fottutamente sonno.
Semplicemente impossibile.
Stappavo la birra come fosse un movimento riflesso, da vero esperto, imbevuto di infantile autocompiacimento, senza cavatappi, con l’accendino. A 34 anni, mi diverto ancora così.
“Metti il culo fuori dalla porta, sacco.”
Se mi diceste dove siete. Ah, ok, già tutti sbronzi. Bello. E io che mi sono appena stappato l’ultima birra che ho in casa. Questi vorranno farsi il giro di tutti i pub ancora aperti a quest’ora, e mi può anche stare bene, ma se vogliono andare in giro a far figure di merda non ci sto.
“Allora? Vieni fuori che c’è una sorpresa.”
Un secondo messaggio, immediato. Da Babe che non ha mai un soldo nel cellulare. E’ decisamente sbronzo. A questo punto sono proprio curioso di vedere e di sapere cos’ha in mente il gruppo di decerebrati che chiamo amici; la Moretti indecentemente ritappata e sistemata in frigorifero — domani sarà una schifezza — e un cappotto buttato addosso. Le chiavi di casa mi tintinnano tra le mani mentre getto un’ultima occhiata alla stanza semibuia.. silenziosa.. i miei occhi socchiusi. Bah, usciamo pure.
“No, aspetta! Devi uscire ad occhi chiusi.”
Il terzo messaggio da Babe, mentre la mia mano stringe la maniglia della porta. Ho sonno, dannazione, sì, lo sguardo si annebbia leggermente mentre osservo il display luminoso del cellulare. Ma.. dove cazzo è Babe? Ma.. mi sfugge qualcosa.
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