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Archivio di Gennaio 2007

Quiete prima della tempesta

Mercoledì, 31 Gennaio 2007, 17:21

Un’altra composizione di Angela Piva…

Quiete prima della tempesta?
Fuggi scappa chi ti ha conosciuto non ti riconosce più
Si cambia ogni giorno
Si sta più male che bene
Ovunque
Chi non capisce è diverso e ogni giorno crede di essere sé stesso
E ciò dà ai nervi… mi dà ai nervi… mi innervosisco fino alla rabbia alla stizza e
mi allontano
Se vedo nei tuoi occhi già il tuo giudizio
Tu mi hai perso
Hai perso una parte della mia stima verso di te
Non ti parlerò più della mia sanità mentale
Perché non se ne parla mai da sani e ho visto la tua espressione e la ruga
Quando ti dico che voglio una vita normale
Tu saprai che sono sana di mente
Quando ti parlo col sorriso e il cappello verde
Tu saprai che sono sana di mente
La luce è chiusa dentro ed è lì
Se la vuoi vedere vieni a cercarla
La luce è chiusa dentro
E ora la desidero dentro
Che mi faccia compagnia
Perché ho perso la tua espressione
Che è cambiata
Io e te siamo cambiati
Lo capisci?
Ti sembro, così, sana di mente?

Primo mese

Mercoledì, 31 Gennaio 2007, 0:13

EclipseE’ passato circa un mese da quando ho deciso di mettere online questo sito nella sua presente incarnazione.

Per oltre due anni maroncelli.net è stato una sorta di portale, troppo grande e articolato per i contenuti che avevo in mente.
A parità di materiale, quello che state visitando è un sito più snello e semplice (grazie alla piattaforma wordpress), che continua a raccogliere i miei principali interessi (narrazione tradizionale e interattiva) ma che strizza un occhio alla blogosfera. La presenza di questi post in homepage è infatti sorretta dalla volontà di scrivere spesso e di tenere vivo quello che in origine era un semplice elenco di news e che ora invece ha la forma di un normale blog. Chi mi segue però sa bene che tutti i miei sforzi sono rivolti alla proposizione di post che non siano cronache della mia vita privata, sicuramente poco interessante; quello che invece voglio è tenere vivo uno spazio dove si possa riflettere su pensieri, stati d’animo, sensazioni e cose degli individui, non disdegnando momenti di leggerezza e di intrattenimento frivolo, ma evitando che questi ultimi siano fini a sé stessi.

Ringrazio chi finora mi ha seguito con costanza e saluto con affetto chi vorrà stare in mia compagnia da questo momento in poi.

Paolo

Di mari e di tranquillità

Martedì, 30 Gennaio 2007, 12:19

Questa mattina sono pigro e lascio parlare uno dei frequentatori del sito, Mariarita, che qualche settimana fa replicava a un mio post con un commento che riporto sul blog:

Ghiaccio, pungente rimedio al tedio che assedia la vita, alla malinconia sfuggita -un errore?- dalle parole di freddo, compiacimi adesso di darmi conforto all’urto urente del dolore urticante che ha preso possesso di me, adesso, che non sopporto il momento che irrita il presente, affanna famelico il futuro e getta me stessa nel baratro, bara del mio baritonale aritmico cuore, che palpita… non più… ora sì… non più… ora sì… non più… e ora?

Diamoci un segno di Pacs

Martedì, 30 Gennaio 2007, 9:55

Diamoci un segno di Pacs

Partecipa Anche tu

In queste ore, il dibattito in Parlamento sui Patti Civili di Solidarietà, meglio noti come PACS, sta diventando sempre più acceso, catturando totalmente l’attenzione dei media. Il riconoscimento dei diritti basilari di convivenza alle coppie di fatto, etero e non, rappresenterebbe una conquista fondamentale per lo sviluppo sociale e civile del nostro paese.
Una conquista che è stata già raggiunta in altri paesi europei, a partire dalla Francia nel lontano 1999.
Anche nel mondo dei weblog possiamo fare qualcosa:
noi singoli cittadini possiamo far sentire le nostre voci, diffondiamo il peso della nostra coscienza.
Facciamo sentire che ci siamo anche noi e che pretendiamo di essere cittadini del mondo.

Se sei d’accordo, prendi parte all’iniziativa “diamoci un segno di PACS”, copia questo post e incollalo sul tuo weblog aggiungendo il tuo nick e il link del tuo blog al mio. E passa parola.
Solo creando una catena di consensi, un oceano di pensieri unanimi, possiamo sperare di poter cambiare il nostro futuro.

Aggiungi di seguito il tuo nick e il tuo blog al mio:

- La Toga Strappata®
- sissunchi
- Maxso’s Blog
- Club Privè
- PrincivsTutto
- Genius At Work
- BAAAHHH
- Musica e Altro
- Oltre l’orizzonte
- Agorà
- Interluce
- La Mia Mente
- Pensieri Caotici
- Pensieri Inutili
- Papere e Pannocchie
- nuvola viola
- Fotosperando
- raggi di luna
- Cornetto e Cappuccino
- Carpe Diem
- L’emozione Interiore
- Stella Danzante
- Regno Intollerante
- Bewilderment
- luce nella rete
- spartacus
- Carpe Diem cyberboss
- Omnia munda mundis
- Karamazov
- Bolina News
- Pensatoio
- Uncanny X-Men
- maroncelli.net

Insensibile

Lunedì, 29 Gennaio 2007, 1:15

Racconto spostato nella sezione Poesie e Composizioni

Notturnia / 09 su Luglio7

Domenica, 28 Gennaio 2007, 13:27

Sul blog di Luglio7 trovate la nona parte di Notturnia.
L’indice completo dei contenuti e un’introduzione a Notturnia si trovano qui. Grazie a Luglio7 per l’ottimo lavoro e buona lettura! La decima parte della blog.fiction sarà qui su maroncelli.net nel più breve tempo possibile.

Pensiero sommerso

Sabato, 27 Gennaio 2007, 2:17

Memorie di un disperato

Acqua rossaQuando qualcuno ti punta una pistola alla tempia i pensieri sgorgano dalla mente in modo tumultuoso e confuso, come se ognuno di essi cercasse di farsi notare prima della fine.
Più o meno, questo è quello che è successo nel mio caso. Ma mi preme sottolineare che nessun pensiero è andato rivolto al carnefice che mi avrebbe tolto la vita. Non c’è risentimento nei confronti di nessuno degli esecutori di questa pesante sentenza.
Ho ricordato invece un momento preciso della mia gioventù, quando assieme ad altri ragazzi passavamo giornate intere a perder tempo. Successe che una volta ci ritrovammo a fissare il placido corso d’acqua accanto a casa mia. La debole corrente increspava con delicatezza la superficie del fiumiciattolo, ma quel giorno qualcosa non andava. L’acqua era rossa. Rossa, sì. Il colore del sangue.
Non ricordo particolare sgomento di fronte alla macabra scoperta, ma una cosa che ricordo bene è che i miei compagni si dileguarono immediatamente senza che io potessi salutarli. Spariti nel nulla. Questo sì che mi fece molto male.
Il metallo freddo preme contro la mia testa e tra pochi attimi il colpo sarà sparato. Dovrei chiedere pietà… forse sì… ma chi tiene in pugno l’arma non si intimidirà.
Il fiumiciattolo si agita, ribolle, e allora mi avvicino allo specchio d’acqua… sempre di più… il cuore galoppa… schiuma di porpora si forma sulla sua superficie… ed ecco i volti dei miei amici, tutti quanti, affiorare verso l’alto come carcasse di pesci morti il cui sguardo vitreo è ormai privo di ogni barlume di vita. Rido di gusto e passo le mani insanguinate sui pantaloni.
E’ a questo punto che premo il grilletto.

Lo spazio vuoto

Venerdì, 26 Gennaio 2007, 11:21

Memorie di un diverso

Spazio vuoto- Sa perché si trova qui, signor Hammond?
- Emh… no, a dire il vero… no. Cioè, so che questa cosa è nuova, l’avete costruita da poco mi pare… e ci mettete quelli che… che sono diversi.
L’uomo che conduceva l’interrogatorio dimostrò la propria insofferenza con un gesto di stizza. - Quello che dice è estremamente ingeneroso, signor Hammond. Di cosa ci accusa? Di razzismo?
- No no… assolutamente. Dico solo che quelli come me non piacciono… sì, insomma, non piacciono a quelli come lei. Non si spiega altrimenti il fatto che io sia qui, in questo posto, obbligato a rispondere alle sue domande. E se non lo facessi cosa succederebbe? Che tutto continuerebbe come prima. Io me ne rimarrei prigioniero qui e lei continuerebbe ad osservarmi in silenzio mentre vivo la mia vita… così diversa dalla sua… così aliena… così folle e assurda.
- Non si psicanalizzi da solo, signor Hammond.
- E chi dovrebbe farlo allora? Voglio dire… se io non so perché sono qui, allora me lo dica lei.
- Lei è qui in quanto intruso nella nostra società. Lei, signor Hammond, è un granello di polvere incastrato negli ingranaggi di un meccanismo ampio, e vasto, e magnifico nella sua perfezione. Io non lascerò che lei e quelli come lei possano minare le fondamenta della nostra esistenza.
- Quindi mi rinchiudete e mi isolate dal mondo.
- Non è esatto. Il nostro scopo è impedirle di farsi del male.
- Quello che dice è profondamente ipocrita, e lei lo sa. Volete impedirmi di fare del male a voi, non a me stesso.
L’uomo delle domande non replicò, limitandosi a fissare il volto del prigioniero con disgusto e terrore. I suoi occhi profondi rispecchiavano un’inquietudine incapace di essere repressa, con mille parole pronte ad uscire dalla sua bocca se solo non fossero state intrappolate nella maschera di durezza che stava indossando.
Il prigioniero lo sapeva, lo intuiva… e non gli rimaneva che accettare il corso degli eventi. Si alzò lentamente, con rassegnazione, e cercò con lo sguardo uno degli infermieri. - Riportatelo in cella - disse controvoglia.
- Sì, professor Hammond, - rispose l’infermiere mentre l’uomo delle domande si faceva trascinare fuori dalla stanza come un fantoccio, continuando a puntare con gli occhi il volto alieno del professore, per poi tornare ad immergersi in sé stesso.
Nessun altro avrebbe mai più sentito la sua voce.

Danno cerebrale

Giovedì, 25 Gennaio 2007, 12:00

Memorie di una reclusa

Brain DamageOggi primo giorno di libertà! Che sensazione fantastica, mi sento leggera, senza catene. Mi riempio i polmoni di aria gelata… e com’è bello sentire che fanno male, con quei brividini al naso che quasi quasi sono uno starnuto.
La mente prende direzioni strane… diverse… cose nuove che prima non pensavo adesso affollano la mia immaginazione. E mi sento anche spaesata perché troppe novità finiscono per lasciarmi indecisa, ma euforicamente inebetita e avvolta dall’adrenalina, come drogata.
Galleggio sopra il pavimento… allargo le braccia… tutto il mondo ora è per me, senza che nessuno si senta più in diritto di dare giudizi.
Ci sono solo io… egoisticamente me stessa… in una corsa sfrenata verso luoghi sconosciuti.

Oh no… no… peccato… son qui per me adesso!
Di già?

liberamente ispirato al brano musicale Brain Damage

Terra alla fine

Mercoledì, 24 Gennaio 2007, 9:19

Dopo Luna e Sole, concludiamo con qualcosa che ci è familiare.

TerraIl grande pioniere è solo da tempo, avvolto nella luce fredda e asettica del proprio mezzo. Circondato da tecnologia in grado di condurlo ovunque egli desideri mantenendolo costantemente immerso nel caldo liquido amniotico che tiene accesa in lui la luce della vita.
Respira a pieni polmoni la rassicurante miscela, torbida di sostanze nutrienti, idrocarburi e amminoacidi. E’ lontano da casa da tantissimo tempo, ormai, e quasi non ricorda neanche più cosa significhi possedere qualcosa di proprio a cui appartenere. Il veicolo è grande e spazioso, ma dopo anni di permanenza ogni paratìa è una prigione crudele. Ogni oblò è una barriera impenetrabile verso l’esterno. Ogni portello non è altro che un raccordo sul gelo del cosmo.
Il pianeta azzurro che fa capolino su tutti gli schermi è curioso… morbido nelle linee… tenue e ovattato nelle formazioni nuvolose… punteggiato da chiazze di colore che stimolano la sua curiosità in modo infantile. Tuttavia appare incredibilmente alieno. Chi lo abita? Chi ne godi i frutti? Qualcuno sarà stato in grado di ricavarsi uno spazio caldo e confortevole sulla sua superficie? In quell’ambiente ostile fatto di ossigeno e azoto, esisteranno esseri viventi… pensieri… emozioni… e sogni? Qualcuno con cui parlare?
Il pioniere è vecchio e stanco. Tra i controlli del suo mezzo ce n’è uno che spicca ormai da molto tempo sotto i suoi occhi. Basterebbe un solo tocco deciso.
Quella notte i cieli di una calda notte estiva sono segnati dal passaggio di una luminosa stella cadente, la cui luce intensa segna la fine di un incubo e l’inizio di un sogno.